Cos'è la Dentosofia

"Una terapia caratterizzata da un approccio umanistico all'arte dentistica, basata su tecniche funzionali conosciute, che pone in evidenza il legame tra l'equilibrio della bocca, l'equilibrio dell'essere umano e, più estesamente, quello del mondo intero"

(definizione dei suoi ideatori, dott. Rodrigue Mathieu e dott. Michel Montaud).

Il principale strumento terapeutico utilizzato dalla Dentosofia è un apparecchio, chiamato attivatore plurifunzionale, prodotto originariamente in caucciù, attualmente anche in silicone. Il primo "attivatore a doccia" fu presentato nel 1953 dal professor André Besombes, dell'Università di Parigi, e dal professor René Soulet, dell'Università di Clermont-Ferrand.
Questo apparecchio nasceva da un'esigenza ben precisa: alla fine della scuola i bambini in trattamento ortodontico partivano per una vacanza di tre mesi, durante i quali, se avessero avuto problemi con i loro dispositivi ortodontici, difficilmente avrebbero potuto trovare assistenza.
Gli apparecchi venivano perciò rimossi per tutto il periodo estivo, ma, in autunno, alla ripresa della terapia, si osservava immancabilmente un peggioramento. I due pensarono di elaborare un apparecchio morbido, che non potesse causare problemi e non richiedesse manutenzione. Con loro grande sorpresa si accorsero che i bambini che lo avevano utilizzato nei mesi di sospensione della terapia convenzionale non solo non avevano subito un peggioramento, ma erano addirittura migliorati.

Principi terapeutici

La Dentosofia riconosce che le malocclusioni sono causate da un'alterazione delle funzioni biologiche vitali:

Esiste inoltre un legame tra disturbi di queste funzioni biologiche vitali e la comparsa di svariate patologie. In più di vent'anni di esperienza, Michel Montaud e Rodrigue Mathieu hanno osservato una relazione sistematica tra una bocca disequilibrata e diverse condizioni patologiche, quali:

La Dentosofia si propone quindi di intervenire sulle malocclusioni riequilibrando le funzioni neuro-vegetative e questo riequilibrio, a sua volta, va ad agire sulle patologie sistemiche che lo accompagnano. Da un punto di vista neurofisiologico, tutte queste funzioni vitali sono interdipendenti e collegate tra loro. Quindi lavorare su una di esse permette di lavorare sul loro insieme. Agire sulla loro correzione simultaneamente porta a un potenziamento dei risultati.

L'attivatore plurifunzionale agisce proprio in questo senso:

La possibilità di rieducare le funzioni neuro-vegetative si fonda sulla neuroplasticità, cioè sulla capacità del sistema nervoso di stabilire nuove connessioni trai neuroni.

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